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Alba Fucens e il tesori del Lago scomparso. Cenni storici e culturali.
.: Data Pubblicazione 09-Set-2004 :: Letture:: 4251 :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.

Albae consituerunt, in urbe opportuna munita propinqua fortissimorum virorum, fedelissimorum civium atque optimorum”(Cicerone).


Lago del fucino

Un bellissimo iter attraverso storia e natura. L’ancora incontaminato scenario delle montagne abruzzesi fa da cornice a dei luoghi della memoria così vicini ma al contempo poco conosciuti.Il nostro percorso storico inizia con Alba Fucens.Attualmente Alba Fucens è una piccola frazione del Comune di Massa d’Albe, in provincia di L’Aquila, ma in antichità è stata una delle colonie più importanti e fedeli di Roma.Dopo la gloria seguì la distruzione e l’oblio, dovuti alla decadenza dell’Impero Romano d’Occidente, ad invasioni barbariche e vari terremoti.
Sul finire degli anni quaranta del secolo scorso, una missione archeologica belga dell’università di Laviano, promosso dal Prof. Ferdinand De Visscher, con una campagna di scavi durata un ventennio, riportò alla luce parte della colonia latina citata tante volte dagli storici del passato e dai viaggiatori romantici del XVIII e XIX.Il sito archeologico emerso è il più importante della Regione Abruzzo.
Inoltre, la presenza del sito di epoca romana (Piano di Civita, Anfiteatro), borgo Medioevale (in via di ristrurazione, della Chiesa di S.Pietro (una delle chiese romaniche più importanti di Abruzzo) e dell’abitato moderno (sorto dopo il terremoto del 1915), rendono possibile un discorso di continuità storica a scopo didattico tra i più costruttivi.Alba è l'antica città colonizzata dai Romani alla fine della Guerra Sociale nel 450-304 a.C., sorta presso l'antico lago Fucino.
La vicinanza della città con le acque del lago che lambivano il suo territorio fu provata nel 1973 quando fu scoperto un cippo presso Luco dei Marsi, detto De Rosa, dal nome dei fratelli Sinibaldo ed Ersilio De Rosa che lo trovarono durante l'aratura del loro campo.L'antica città, posta su di un colle dalle tre cime (S. Pietro, S. Nicola e Pettorino), è situata a circa 1000 metri d'altitudine tra il Velino ed il lago Fucino (donde l'appellativo di Fucens o Fucentia) nel territorio degli Equi, dove i Romani nel 303 a.C., sterminati gli Equi, fondarono una colonia latina di 6000 anime eretta poi a municipio.Gli scavi condotti negli ultimi anni hanno consentito di portare alla luce un sito di assoluto interesse, tutto da vedere.Durante la nostra giornata insieme rivivremo la storia del Fucino: come fu condotta la più importante impresa di ingegneria idraulica dell'antichità, la bonifica del lago del Fucino. Per la colossale impresa, condotta per volontà di quattro imperatori, Cesare, Claudio, Tiberio e Adriano, si racconta venissero impiegati ben 30 mila schiavi; perché ben diciotto secoli dopo, il progetto venne ripreso e ampliato con l'obiettivo di prosciugare il lago che, con i suoi 150 chilometri quadrati, era il terzo per superficie in Italia.Questo visitando i luoghi della memoria posti sulla linea “circonfucense” come Luco de’ Marsi, Villa Torlonia ad Avezzano, San Benedetto, Ortucchio.Durante il nostro iter visiteremo il magnifico castello di Celano perfettamente restaurato e restituito al suo antico splendore.
Sulla sommità del colle dove si sviluppa l’abitato, spicca con la sua mole imponente, il castello di Celano.
La fondazione dell’attuale castello si fa risalire a Pietro Berardi, conte di Celano, nel 1392.Nel 1451, Lionello Acclozamora, fece edificare il piano nobile con il camminamento di ronda e le quattro torri d’angolo.L’opera fu completata da Antonio Piccolomini e contribuì a trasformare il castello da costruzione essenzialmente militare a confortevole dimora signorile.Divenuto palazzo residenziale, il castello appartenne ai Savelli, agli Sforza-Cesarini, ai De Torres e infine ai Dragonetti.
Il terremoto del 1915 arrecò gravissimi danni e il castello fu lasciato in uno stato di totale abbandono fino all’inizio dei lavori di restauro nel 1940, interrotti per la seconda guerra mondiale e conclusi nel 1960.
Dal lato sud-est si accede al castello tramite un doppio ingresso, il primo con ponte levatoio, il secondo più antico con arco ogivale. L’edificio è circondato da una cinta muraria ad andamento irregolare con 11 torrette a pianta quadrata e 5 rotonde.
Il castello a pianta rettangolare, si sviluppa su tre piani. All’interno del cortile si trova un porticato a doppio ordine di arcate e nel centro è situato il pozzo che dava la possibilità di raccogliere l’acqua piovana nella sottostante cisterna.
Sul loggiato del piano nobile si affaccia il pregevole portale della cappella di S. Andrea (XV sec.) che reca lo stemma della famiglia Piccolomini.
Oggi il castello è sede del Museo d’Arte Sacra della Marsica.
 

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